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Antonio di Testo - Moncalieri (To) - 1380
Arso sul rogo per stregoneria

Ancora oggi, la stregoneria viene spesso travisata e confusa con il satanismo. Spesso la parola stregoneria viene usata per rappresentare due fenomeni completamente diversi: la sopravvivenza dell'antica religione pagana da una parte, e un'interpretazione capovolta del cristianesimo dall'altra. Cerchiamo di chiarire la questione: il satanista è un cristiano rinnegato che, per ribellione contro l'autorità della Chiesa, adora Satana invece di Cristo. Personaggi del genere vengono spesso definiti streghe e stregoni nei libri e nei film di consumo, ma hanno ben poco a che vedere con le streghe pagane. I satanisti, per cominciare, accettano il dualismo cristiano Dio - Demonio; i pagani no. I satanisti possono scegliere di adorare il male invece del bene, ma hanno fatto loro, completamente, la visione cristiana del mondo. I pagani vedono il bene e il male come forze intimamente legate, indivisibili. Le loro divinità possiedono diversi aspetti: creatività, distruttività, fertilità; e la distruttività, il "male", non viene esternato sotto forma di demone. I pagani moderni si autodefiniscono sovente depositari dell' "Antica Arte" o seguaci di "Wicca" invece che "streghe", perché si rendono conto del significato derogatorio che ha ormai assunto il termine strega. Lo stesso vale per la parola "pagano". Come dice Margot Adler nel suo splendido libro Drawing Down the Moon (Invocare la discesa della luna), pagano (dal latino paganus) significava all'origine "abitante della campagna". Le accezioni peggiorative moderne di queste parole sono il risultato di secoli di propaganda cristiana, niente di più. La religione delle streghe è, nella sua forma più pura, "un' antica religione europea sciamanica della natura" il problema è che non esiste ormai quasi più in forma pura. E così arriviamo al principale problema dello studio della stregoneria: nel corso delle migliaia di anni in cui questa antica religione della natura è sopravvissuta clandestinamente, si è confusa e contaminata di simbolismi, nomenclature cristiane. Ecco perché i poeti e gli artisti hanno spesso molto più da dirci sulla stregoneria che non i sobri storici razionalisti. I poeti creano i loro simboli e nomi, oppure, inconsciamente, li traggono delle antiche liturgie della dea musa luna. Gli artisti creano le immagini. È così che possiamo vedere l'aspetto creativo della dea della natura ne La primavera di Botticelli, e il suo aspetto distruttivo ne "La Belle Dame Sans Merci" di Keats. Il satanista, da parte sua, è prigioniero di definizioni, nomi, cosmologie e paranoie cristiane. Mette la croce a testa in giù, sostituisce il bianco col nero, scrive al contrario i nomi delle divinità e stupidaggini del genere. Cristo riempie completamente la sua mente, altrimenti non sarebbe continuamente in guerra contro di lui. Al pagano, interessato alla trascendenza, non alla vendetta, Cristo appare come un profeta, un bodhisattva, uno dei tanti maestri che indicano la via della liberazione spirituale. La Chiesa viene vista come un'organizzazione secolare, un potente fattore per l'oppressione delle donne, che ha poco o nulla a che fare con la trascendenza spirituale. O stant'eterne... dicevano le nostre "ave" allora. Ed esiste ancora adesso, come allora, un nastro di luce inscrutabile, impalpabile, o perlomeno inaccessibile ai più, una dimensione dalla parvenza irreale dove convogliano sensazioni, energie, percezioni, visioni, profumi e gusti dimenticati e schiacciati e soppressi dalla logorante quotidianità che oramai siamo inconsapevolmente obbligati a vivere. Esiste, ne abbiamo le prove attorno a noi. Basterebbe che ci voltassimo quand'essa ci chiama e la stessimo ad ascoltare. Basterebbe che ci accorgessimo della sua costante, magnifica presenza vitale che si è, suo malgrado, ormai molto ben nascosta sotto tutto quello strato di futilità che nel corso dei secoli l'uomo si è costruito attorno, una barriera tecnologica e avveniristica che gli ha irrimediabilmente tolto la capacità di pensare e di sovvenirsi del divino. Ecco qual'è l'intento di una strega. E' vivere il più possibile la propria esistenza tra le sottili pareti di quel nastro di luce, colloquiare senza sosta con entusiastica gioia tra se stessa e l'apparentemente non visibile. E questa non è affatto pazzia, come qualcuno invece potrebbe pensare. I pazzi siete voi, quando dopo aver respirato la carezza dell'aria fresca del mattino, dopo essere corsi incontro al Sole con i vostri squallidi cavalli meccanici, dopo aver gettato con indifferenza gli occhi al cielo ed ignorato il saluto della Luna e dopo esservi fatti accarezzare dalle fronde di alberi secolari, vi voltate dall'altra parte con ingiustificabile normalità, come se tutto questo non fosse anche vostro, ignorando il dono che la Grande Madre dall'inizio dei tempi vi ha porto.

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