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Come Cominciare

Benvenuti nella nostra vecchia dimora, come tutti voi anche noi abbiamo dovuto iniziare da zero questo difficile ma interessante cammino. Se state navigando su questa pagina, probabilmente potreste essere uno di quelli che al contrario di alcuni di noi, non ha avuto la fortuna d'incontrare sulla sua strada qualcuno che lo guidasse sui primi passi da compiere in questo affascinante viaggio spirituale. Poiché al contrario di quanto si possa pensare la Stregoneria è prima di ogni cosa un valido mezzo per accrescere le proprie capacità interiori, è necessario che chiunque di voi fosse intenzionato ad approcciare con la più antica delle religioni, cominciasse a tenere presente pochi ma essenziali punti:1) La Stregoneria è una religione. 2) La Stregoneria richiede dedizione. 3) La Stregoneria è un colloquio continuo con le deità e le entità. 4) La Stregoneria non è sortilegi da baraccone. Tenendo a mente anche solo queste quattro premesse, a parer nostro avete già gettato solide fondamenta per poter proseguire un buon cammino. A questo punto vi chiederete che fine hanno fatto scope, calderoni e gatti neri. Certo, la Stregoneria è fatta anche di questo, ma proseguendo questa lettura, vi accorgerete che sono molto più importanti i simboli (le “marche”) e i loghi.

Le Marche

Il termine “marca” deriva da un vecchio gergo stregonesco dell'Italia nord-occidentale e sta a significare ogni simbolo che la strega ("masca") adopera per ogni sua operazione di stregheria. Nello specifico la strega utilizza la marca per contrassegnare non solo la forza Elementale, ma la usa anche come simulacro o veicolo per indirizzare la propria azione verso il fine che intende conseguire. Ci spieghiamo meglio. Come avrete già avuto modo di leggere, la strega utilizza il Sacro Cerchio per proteggersi durante le proprie operazioni, sfruttando come scudo la potenza delle forze Elementali (Nord - Est - Sud - Ovest). Potreste cominciare a cercare alcuni oggetti che “sentite vostri” da associare a ciascuno dei cardinali, per esempio utilizzando alcune pietre per “marcare” il Nord, Elementale di Terra; potete "marcare" l'Est, Elementale dell'Aria con dei campanelli; una candela, simbolo di Fuoco per “marcare” il Sud; una scodella d'acqua per delimitare l'Ovest, Elementale d'Acqua. Come abbiamo già accennato in precedenza, esistono poi le marche che utilizziamo per azioni specifiche (in modo particolare per le cosiddette “evocazioni”), come tutto l'insieme di sigilli, pentacoli e altri loghi che vengono adoperati come “medium” per indirizzare la nostra richiesta nelle “giuste mani”.

Il Sacro Altare

E' buona cosa cominciare a sistemare ogni oggetto che vi "appartiene" su una base d'appoggio qualsiasi (un ripiano, una pietra di grandi dimensioni, un vecchio baule, ecc...) che possa fungere da "Altare", per "Tradizione" indirizzando la sua posizione verso Nord o verso Est. Non è importante la sua sontuosità, quanto la sua praticità; fate in modo che ogni oggetto sia a portata di mano. E' bene stendere sul vostro "piano di lavoro" un panno di cotone o di lino, in modo da tener sempre pulito l'Altare da eventuali residui di incenso e cera. Sistemate geometricamente gli oggetti da voi scelti, e i ceri astrali e d'Altare nel modo qui sotto descritto: - Cero d'Altare bianco simboleggiante il femmineo, la negatività, il cielo ed il mare, la Dea - Cero d'Altare nero simboleggiante il maschile, la positività, la terra, il Dio Cornuto. Bruciaincenso e carboncini. Candele personali e candele ritualistiche. Scodella con acqua, scodella con terra, scodella con sale, scodella con farina. Questo potrebbe essere un esempio molto semplice di come il Sacro Altare può essere "costruito". Ricordatevi che l'Altare è il vostro tempio, il luogo in cui in mancanza di possibilità di operare all'aperto avverrà il vostro quotidiano colloquio con le deità. Non dimenticatevi che l'Altare è anche il vostro angolo intimo, il posto in cui ritirarvi per riflettere, meditare e rilassarvi; non esitate quindi, se ciò vi può piacere, di ornarlo con eventuali altri oggetti a voi cari, con fiori, cartoline, disegni, tutte quelle cose che vi appartengono e che sentite "particolarmente vostre". Come esempio vi proponiamo nelle foto in alto "l'occultum" di uno dei nostri fratelli.

La Pietra

E' il supporto su cui poggerete tutto il necessario per le vostre operazioni. A noi basterà un pezzo di velluto nero quadrato di circa 50 cm. di lato e sopra ci si cucirà a mano un triangolo inscritto in un cerchio, il tutto con della fettuccia di raso verde. Si purificherà il "Triangolo di manifestazione" con un bastoncino di incenso di sandalo e per prima cosa si farà l'orlo sulla stoffa (anche qui a mano). Il significato del cerchio è quello di delimitare lo spazio dove lo Spirito manifesterà il suo potere ed il triangolo servirà come portale d'accesso dal Mondo delle Ombre al nostro.

Le Candele

Hanno molti contenuti occulti, ma nel nostro caso il loro scopo sarà quello di simboleggiare la Luce che rischiara la tenebra e la protezione dalle forze del Chaos. Significano anche Luce divina, il simulacro vivente del Dio e della Dea. Devono essere verdi per tutte le operazioni di richiesta (a parte quelle d'Altare ed astrali) e rosse per quelle di inoltro. Il portacandela andrebbe fatto di creta o Das dipinto a mano, meglio con i simboli planetari, zodiacali ed Elementali.

L'Incenso

Serve non solo a purificare l'ambiente dove operiamo dalle influenze negative, ma anche come offerta alla Divinità. L'aroma deve essere in sintonia con la cerimonia, però il muschio può andare bene un pò per tutto. Un buon incenso cerimoniale è composto da: - Olibano - una parte - Mirra - una parte - Resina mastice - una parte - Benzoino - una parte - Essenza di muschio - qualche goccia. Ridurre il tutto in polvere una domenica all'alba, con la Luna crescente, versare la polvere in un vasetto, aggiungere l'essenza e mescolare. Usare su un carboncino.

Il Calice

Esprime il concetto del femmineo, il ventre fertile che riceve l'energia magica. E' il simbolo della Dea, il suo simulacro vaginale. Può essere di terracotta o di coccio di legno o di cocco, al limite in vetro. Sconsigliamo tutti i principianti dall'adoperare coppe in metallo come l'argento perchè immagazzinerebbe troppa energia, come scoraggiamo l'impiego dei calici d'oro o placcati d'oro, poichè questo metallo, pur essendo nobilissimo, poco ha a che fare con la simbologia femminile e soprattutto non rispecchia i canoni poveri della nostra Tradizione. Il Calice, dopo averlo scelto o comperato, va lavato con acqua e abbondante sale e va lasciato tutta la notte sotto un sottile filo d'acqua di rubinetto. Poi, alla luce della luna piena, si attorciglia attorno allo stelo un cavetto sottile e flessibile d'argento e si ripone il tutto in un sacchetto di raso nero chiuso con un cordoncino bianco.

Il Pugnale

Come il Calice simboleggia l'apparato sessuale della Dea, così il Pugnale rappresenta l'organo genitale del Dio. Deve essere d'acciaio, a doppia lama e a manico fisso. Dev'essere aguzzo e affilato. Si scarteranno tutti i coltelli con il manico in plastica, quelli a serramanico, quelli seghettati, ecc... Innanzitutto bisognerà pulire la lama con della trielina, per togliere le sostanze grasse della fabbricazione, poi lo si affilerà con l'apposita pietra per personalizzarlo. Quindi si passerà la lama, senza scaldarla troppo su un fuoco vivo di legno di quercia, alloro e cedro e la si raffredderà con del vino rosso. Dopo aver asciugato l'acciaio bisognerà ungerlo con dell'olio d'oliva. Nel caso della nostra congrega utilizziamo un pugnale di legno incastonato in una zampa di cervo che il bosco ci ha regalato (vedi foto sopra).

Il Vino

Questo antichissimo strumento magico rappresenta lo Spirito che unisce il Maschile con il Femminile, il Sangue della Terra, l'Elisir di lunga vita. Sul vino si potrebbe scrivere un libro intero, ma a noi basta sapere che esso raffigura il Sacramento eucaristico in cui si manifesta l'orgasmo del Dio e della Dea ed il relativo concepimento della loro figlia (Aradia). Attraverso il simbolismo del vino ci è permesso di assumere, bevendolo, quella forma di estasi magica che ci fa diventare noi stessi Figli degli Dei, e perciò irrorati del Loro Potere. Il vino dev'essere rosso, proveniente da vitigni secolari, di ottima qualità. Più è artigianale e genuino meglio è, perciò si scarteranno tutti i vini pastorizzati, da pasto, troppo economici o troppo cari, e tutti quelli provenienti da vigne troppo distanti dalla propria terra di residenza o d'origine. Per esempio un Cabernet o un Soave saranno poco indicati in Sicilia come lo sarà il Cannonau o lo Zibibbo a Udine, ma il Chianti (vino che risente poco del trasporto in zone diverse da quella d'origine) andrà bene in quasi tutta Italia. Sono da escludere anche tutti i rossi frizzanti e quelli dolci o ad alta gradazione.

Il Vestiario

Sono accessori assolutamente facoltativi ed appartenenti alle Tradizioni cosiddette "alte" come la Magia Cerimoniale, poichè di solito nella Tradizione stregona si lavora nudi. La stola serve principalmente nei casi in cui le operazioni si svolgano sotto l'occhio dei profani, ed è un ottimo protettivo dalle loro energie troppo umane. La veste, invece, può avere impiego nelle operazioni collettive dove si renda necessaria una uniformità coreografica oppure quando ragioni di pudore personale impediscano una disinibizione completa nella nudità. Sia l'una che l'altra variano da cerimonia a cerimonia, possono essere di diversi colori o arricchite di fregi e simboli magici, e di foggia diversa. Può essere impiegato anche un sari o un pareo purché sia di cotone o di lino.

Il Liber Spirituum

Si è sempre detto molto, a volte anche a sproposito, sul prontuario della strega, il suo Liber Spirituum. Ma in definitiva che cos'è il Libro delle Ombre? Noi abbiamo cominciato a trascrivere le nostre emozioni, le nostre sensazioni, i nostri dubbi e le nostre incertezze, i nostri primi traguardi su un quaderno semplicissimo, uno di quelli da cartoleria. Procuratevene uno; anche in questo caso non è importante l'estetica, è fondamentale ciò che ci scrivete dentro. Abbiamo troppo spesso avuto occasione di vedere molti "libri" di streghe foderati in pelle, antichizzati, cuciti a mano ma del tutto privi nel loro interno di "vita vissuta", quasi pari a diari scolastici di ragazzine vaneggianti sortilegi da telefilm. Iniziate a inserirci tutto ciò che vi incuriosisce di questo cammino, ciò che avete letto ed imparato. Annotate scrupolosamente ogni cosa, trascriveteci i vostri primi rituali e le emozioni che vi hanno trasmesso e vedrete che, se è vera passione la vostra, senza accorgervene, pagina dopo pagina il vostro Liber Spirituum si arricchirà dell'elemento più potente di qualsiasi evocazione: la vostra anima. I sortilegi arriveranno...

Il Nome Stregone

Anche se compare per ultimo è importante come il Calice e tutto il resto perché identifica la vostra essenza più intima con l'universo cui aspirate e vi permette una trascendenza completa dalla mondanità in cui tutti siamo immersi per necessità. Si può scegliere un qualunque nome di grandi Maghi del passato come Morgana, Merlino (vero Myrddn?!!), Melusina, Gandalf, nomi di Dei o Dee come Astarte, Hertha, Hermes o ancora nomi di Demoni, Spiriti, luoghi magici da cui ci si sente attratti, senza aver paura di cadere nel ridicolo. Nessun Fratello o Sorella riderà di voi se deciderete di ispirarvi a Belzebù o Mefistofele, o a Nocciola, Amelia o Grimilde, purchè riusciate a capire l'essenza intima del Nome che decidete di indossare. Si potrà ridere se, praticando una Stregoneria ispirata da mitologie orientali, deciderete per un nome tipo "Satania" o "Luciferia" o se, optando per l'egittismo, deciderete di chiamarvi "0-Yama" o "Figlio di Alce Nero". Ma il miglior modo di assumere un Nome Magico è quello di "costruirselo" da soli. Faccio un esempio. La vostra natura è prevalentemente solare e vi sentite attratti da quel particolare tipo di Stregoneria. Con l'ausilio di qualche buon libro di mitologia, scegliete alcuni nomi di Divinità solari e prendete la prima sillaba; così. Apollo (Ap), Shemesh (She), Ra (ra), Elios (E). Mescolando le sillabe, aggiungendo o togliendo le “h”, spaziando in modo diverso le parole, potete ottenere un nome simile a questo: Ashè-hè-Ra, che suona bene e ricorda un antico sacerdote eliopoliano. Da questo momento avrete un armamentario stregonesco essenziale ma completo, da utilizzare per gli incantesimi che imparerete via via con il tempo e l'esperienza. Badate bene che, dopo il Rito di Consacrazione (ogni vostro oggetto per essere consacrato andrebbe sepolto per una lunazione intera - 28 giorni partendo dal Plenilunio - ai piedi di una quercia, un noce o una betulla), tutti gli strumenti non dovranno mai più essere toccati da mani che non siano le vostre. Sarà conveniente tenerli chiusi a chiave in un cassetto apposito o in un bauletto, o in una valigetta 24 ore la cui chiave andrà portata al collo o nascosta dove nessuno la possa mai trovare. Ora siete completi, vi manca solamente la Cerimonia per aprire le Porte del Mondo delle Ombre, e anche se gli Spiriti non appariranno materialmente nel vostro “Triangolo di manifestazione”, sicuramente vi staranno ad ascoltare e percepiranno le vostre richieste, poiché se ci credete realmente tutto realmente accade, senza comunque stupirvi con effetti speciali degni di un film di Spielberg.

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