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La
leggenda ligure di Toirano narra che alla scoperta della Grotta
della Bazura (strega in ligure ponentino, come Bàgiua)
i ricercatori fecero entrare dalla piccola fenditura tra le rocce
un ragazzino molto esile ed impaurito.
La
grotta era intrisa di vapore acqueo e i raggi del sole penetrati
dall'anfratto, diedero origine a giochi di luce così particolari
da dare l'impressione della presenza spirituale della leggendaria
strega che pareva dimorasse all'interno della grotta. Il volo
dei pipistrelli fece il resto...
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Grotte
di Toirano
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Si
tratta di un complesso di grotte di origine carsica in parte abitate
e frequentate dall'uomo preistorico. Alla fine del secolo scorso
vennero esplorate da N. Morelli a da Issel i quali hanno eseguito
saggi di scavo in molte di queste. Le cavità più' note sono quelle
della Grotta della Basura, della Grotta del Colombo, della Grotta
di S. Lucia Inferiore. Alla Grotta della Basura si accede attraverso
due ingressi lungo il versante occidentale del Vallone del Vero
a quota 194 m s.l.m. Questa è stata solo in parte esplorata e
offre abbondanti e suggestive manifestazioni naturali quali stalattiti,
stalagmiti e piccoli laghi.
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Sala
dei Misteri
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E'
importante per aver restituito ossa e impronte di Orso Spaeleus,
ma anche testimonianze del passaggio dell'uomo come carboni
di legna, resti di torce e ocra, impronte di mani e piedi sulle
pareti ricoperte di argilla della cosiddetta "Sala dei Misteri".
Queste sono state datate con il metodo dell'Uranio-Torio a circa
14.300 anni da oggi.

Orso
Spaeleus
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Un'ipotesi
per le impronte è che si tratti di manifestazioni legate alla religione
paleolitica. Sono state cioè interpretate come indizi di riti di iniziazione.
Un dato interessante è infatti che molte impronte sono di bambini. Il
perché si recassero nelle zone più buie e addentrate della grotta è
sicuramente legato a qualche credenza o rituale.
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La
grotta della Bàsura, nota sin dal secolo scorso per le esplorazioni
dello studioso don Nicolò Morelli Canonico di Pietra Ligure, è
sicuramente la più spettacolare. Nel 1950, alcune persone di Toirano
appassionate di speleologia scoprirono una serie di sale interne
che seguono un percorso di circa 450 metri, meravigliose per la
ricchezza e la varietà di concrezioni naturali.
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Interno
grotta della Basura
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Nella
grotta trovò rifugio per millenni l'orso delle caverne, che vi si recava
per trascorrervi il letargo; la sua presenza è attestata da un gran
numero di resti ossei, da impronte di zampe sul suolo e dalle tracce
di unghiate sulle pareti. Di particolare interesse sono le testimonianze
riferibili all'uomo preistorico, recentemente datate a circa 12.000-12.500
anni fa; si tratta di impronte di piedi, mani e ginocchia e, nella "sala
dei misteri", di numerose palline d'argilla attaccate alla parete contro
la quale furono scagliate, probabilmente con significato rituale. Queste
tracce sono riferibili a uomini del Paleolitico superiore, cacciatori-raccoglitori
che frequentavano la regione e utilizzavano questa grotta non come abitazione
ma probabilmente per scopi rituali. Nel 1960 gli scopritori abbatterono
l'ultimo diaframma calcareo e scoprirono la sala terminale della Grotta
della Bàsura. Da qui il percorso prosegue scavato in una grandiosa colata
di alabastro, all'interno di imponenti ambienti ricchi di concrezioni
mammellonari ("Antro di Cibele").

Interno
antro di Cibele
Fonti
storiche tratte da:
sito
"Neparliamo" - grotte di Toirano
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