a cura di Sheanan e Babi

  • Pagina dedicata a
  • Berto Cofferio - Perosa Argentina (To) - 1320
  • Arso sul rogo per stregoneria

 

La leggenda ligure di Toirano narra che alla scoperta della Grotta della Bazura (strega in ligure ponentino, come Bàgiua) i ricercatori fecero entrare dalla piccola fenditura tra le rocce un ragazzino molto esile ed impaurito.
La grotta era intrisa di vapore acqueo e i raggi del sole penetrati dall'anfratto, diedero origine a giochi di luce così particolari da dare l'impressione della presenza spirituale della leggendaria strega che pareva dimorasse all'interno della grotta. Il volo dei pipistrelli fece il resto...

Grotte di Toirano

Si tratta di un complesso di grotte di origine carsica in parte abitate e frequentate dall'uomo preistorico. Alla fine del secolo scorso vennero esplorate da N. Morelli a da Issel i quali hanno eseguito saggi di scavo in molte di queste. Le cavità più' note sono quelle della Grotta della Basura, della Grotta del Colombo, della Grotta di S. Lucia Inferiore. Alla Grotta della Basura si accede attraverso due ingressi lungo il versante occidentale del Vallone del Vero a quota 194 m s.l.m. Questa è stata solo in parte esplorata e offre abbondanti e suggestive manifestazioni naturali quali stalattiti, stalagmiti e piccoli laghi.

Sala dei Misteri

E' importante per aver restituito ossa e impronte di Orso Spaeleus, ma anche testimonianze del passaggio dell'uomo come carboni di legna, resti di torce e ocra, impronte di mani e piedi sulle pareti ricoperte di argilla della cosiddetta "Sala dei Misteri". Queste sono state datate con il metodo dell'Uranio-Torio a circa 14.300 anni da oggi.

Orso Spaeleus

Un'ipotesi per le impronte è che si tratti di manifestazioni legate alla religione paleolitica. Sono state cioè interpretate come indizi di riti di iniziazione. Un dato interessante è infatti che molte impronte sono di bambini. Il perché si recassero nelle zone più buie e addentrate della grotta è sicuramente legato a qualche credenza o rituale.

La grotta della Bàsura, nota sin dal secolo scorso per le esplorazioni dello studioso don Nicolò Morelli Canonico di Pietra Ligure, è sicuramente la più spettacolare. Nel 1950, alcune persone di Toirano appassionate di speleologia scoprirono una serie di sale interne che seguono un percorso di circa 450 metri, meravigliose per la ricchezza e la varietà di concrezioni naturali.

Interno grotta della Basura

Nella grotta trovò rifugio per millenni l'orso delle caverne, che vi si recava per trascorrervi il letargo; la sua presenza è attestata da un gran numero di resti ossei, da impronte di zampe sul suolo e dalle tracce di unghiate sulle pareti. Di particolare interesse sono le testimonianze riferibili all'uomo preistorico, recentemente datate a circa 12.000-12.500 anni fa; si tratta di impronte di piedi, mani e ginocchia e, nella "sala dei misteri", di numerose palline d'argilla attaccate alla parete contro la quale furono scagliate, probabilmente con significato rituale. Queste tracce sono riferibili a uomini del Paleolitico superiore, cacciatori-raccoglitori che frequentavano la regione e utilizzavano questa grotta non come abitazione ma probabilmente per scopi rituali. Nel 1960 gli scopritori abbatterono l'ultimo diaframma calcareo e scoprirono la sala terminale della Grotta della Bàsura. Da qui il percorso prosegue scavato in una grandiosa colata di alabastro, all'interno di imponenti ambienti ricchi di concrezioni mammellonari ("Antro di Cibele").

Interno antro di Cibele

 

Fonti storiche tratte da:

sito "Neparliamo" - grotte di Toirano

in rete da maggio 2000