a cura di Sheanan

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Matilde Grayla - Cumiana (To) - 1330
Arsa sul rogo per stregoneria

 

 

  • In Italia sono molteplici i luoghi - in particolar modo nelle zone rurali - in cui si ricordano le imprese di una strega o di una fata. Luoghi in cui si conservano tradizioni, medicamenti, pozioni e ricette, formule che fanno immaginare un'origine magica. E' solito scoprire negli ormai rari racconti delle persone anziane un fiorire di leggende e di azioni legate a queste donne che spesso vivevano sole, emarginate dalla società, ai confini dei paesi. Qui di seguito abbiamo voluto riportare una piccola panoramica dei nomi dialettali a seconda della regione che ci rammenti le presenze, malevoli o benigne, che hanno animato le leggende e i racconti di stregoneria popolare nella nostra terra.
  • Masca e Mascùn (Strega e stregone nel Torinese, Alto Canavese, Astigiano.
  • Nome che compare per la prima volta nell'Editto di Rotari, re longobardo che lo promulgò nel 643 d.C.).
  • Giustora e Giustòr (Letteralmente: "aggiustatrice e aggiustatore" - Termine dialettale che si riferisce alle donne e uomini in grado di lenire le slogature o i dolori derivanti a problemi di nervi nel Torinese).
  • Stria e Striùn (Strega e stregone nel Cuneese) .
  • Faja (Fata nell'Alto e Basso Canavese e nella Valle di Susa).
  • Làmia o Lammia (Strega in tutto il Piemonte).
  • Vernèja (Strega nell'Alto Canavese - Ivrea).
  • Fanti-na (Strega nelle Valli Valdesi - Pellice e Germanasca).
  • Arfaj (Spirito maschile delle acque nella Valle di Susa).
  • Vàina o Splorcia (Strega nella Val d'Ossola).
  • Fàya (Strega e fata nelle Valli di Ayas e di Aosta).
  • Masca e Mascùn (Strega e stregone nelle Valli del Lys e Valtournanche).

 

 

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in rete da maggio 2000