a cura di Sheanan e Babi

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Antonio di Testo - Moncalieri (To) - 1380
Arso sul rogo per stregoneria

 

  • Trovarsi di fronte ai "testimoni" del culto primevo impressi su tela del periodo artistico che molti di noi prediligono - quel lasso di tempo immobile in cui ci immergiamo per ritornare estatici a vivere quel radioso fascino giammai crepuscolare - è un'emozione immensa, quasi potessimo assaporare nel profondo quell'arte romantica indimenticabile che l'artista ha scagliato tra le spire del tempo, certo che per magia il suo sentimento potesse giungere intatto fino a noi. E così è, per certuni aspetti.
  • Sorseggiare con calma ogni particolare della tela pittorica con l'interesse ingenuo - ma al tempo stesso mai pago - dell'apprendista potrebbe colmare in voi quell'appetito non ancora collaudato poichè sconosciuto se aveste la possibilità, un giorno, di trovarvi di fronte ad un opera originale di uno di questi straordinari quanto incantati artisti.
  • Buon viaggio.
  • Adolphe William Bouguereau
  • Nato a La Rochelle il 30 novembre, 1825 e ivi morto il 19 agosto 1905, fu un pittore francese. Studiò all'Académie Julian a Parigi. Realizzo quadri realistici trattanti sia temi mitologici, come Flora e Zefiro, del 1875 e ora a Mulhouse, e la Nascita di Venere del 1879 e ora consevato a Nantes; sia temi sacri in cui sintetizza echi del Rinascimento italiano, dell'arte bizantina e del movimento Preraffaellita: nel 1887 la Mater afflictorum di Strasburgo e nel 1900 la Regina angelorum, ora in collezione privata a Parigi. Di tema più cupo sono le decorazioni murali che eseguí sia nella cattedrale di La Rochelle, sia le chiese parigine di Sainte-Clotilde, Saint-Augustin e Saint-Vincent-de-Paul. Nel 1850 vinse il Prix de Rome una borsa di studio per artisti, che permetteva un soggiorno italiano. Membro dal 1881 dell'Institut de France, diresse e animò con Alexander Cabanel il Salon di Parigi, in cui espose molti dei suoi lavori, comunque i suoi lavori non furono mai molto apprezzati dalla critica del tempo. L'indifferenza della critica del tempo forse derivava anche dalla repulsione che Bouguereau aveva per l'impressionismo, dimostrandosi molto critico in occasione del Salon des refusés. Recentemente si è avuta una riscoperta e valorizzazione dei suoi lavori.

"Nymphs and Satyr" - 1873

"The Birth of Venus" - 1879

"The Abduction of Psyche" - 1895

"Young Priestess" - 1895

"Youth of Bacco" - 1880

"The Nymphaeum" - 1878

  • Francisco José de Goya y Lucientes
  • Nacque il 30 marzo 1746 a Fuendetodos, un piccolo villaggio campagnolo nella Spagna settentrionale. Il padre, José, era un maestro doratore di origini contadine mentre la madre, Gracia Lucientes, proveniva da una famiglia decaduta della nobiltà locale. Goya ricevette un'educazione di base, per cui la scrittura e le conoscenze ortografiche rimasero ad un livello elementare. Nel 1759 la famiglia Goya si trasferisce a Saragozza per permettere al padre di trovare maggiori opportunità di lavoro, anche se non riuscì mai ad arricchirsi. Durante questo periodo Francisco entrò nello studio di José Luzán y Martínez, con il quale rimase per tre anni ed imparò soprattutto a copiare le stampe per sviluppare la tecnica del disegno. Nel 1763 il pittore si trasferì a Madrid dove concorse senza successo ad una borsa di studio presso la Real Académia de Bellas Artes de San Fernando, la più importante scuola d'arte del paese. Ciò nonostante trovò un posto di apprendista presso il pittore di corte Francisco Bayeu, anch'egli in passato allievo di Luzán a Saragozza. Tre anni dopo (1766) Goya fece per la seconda volta la domanda per l'Académia, ma fu nuovamente respinto. Nel 1770 si recò in Italia per tentare di entrare in una scuola d'arte. L'anno successivo partecipò ad un concorso indetto dall'Accademia di Parma e si guadagnò una menzione d'onore per il dipinto “Annibale vincitore contempla per la prima volta l'Italia dalle Alpi”. Nel giugno dello steso anno ritorna in Spagna dove nei dieci anni successivi ricevette numerose commissioni per alcune chiese. Nel 1773 Goya sposa Josefa Bayeu, sorella di Francisco Bayeu che a quel tempo era uno degli artisti più dotati di Madrid. Grazie a lui Francisco ricevette importantissime commissioni. L'anno successivo si stabilisce definitivamente a Madrid dove lavora come pittore per la regia arazzeria di Santa Bárbara. La coppia ebbe parecchi figli, tutti morti in tenera età tranne uno, Javier (1784-1854). Per il resto, sappiamo molto poco dei loro trentanove anni di matrimonio che si concluse con la morte di Josefa nel 1812. Nel 1780 il pittore venne eletto membro della Real Académia de San Fernando, dopo aver presentato un dipinto intitolato “Cristo in croce”, nel 1785 ne diventò vicedirettore di pittura e l'anno successivo fu nominato pittore di re Carlo III. La morte di Carlo III, avvenuta nel 1788, segnò una grande svolta nella vita di Francisco. Sotto il patronato di Carlo IV, che lo insignì dell'ancora più prestigioso titolo di Pittore di Camera, divenne infatti l'artista più ammirato e richiesto di Spagna. L'artista celebrò il nuovo rango aggiungendo al proprio cognome l'aristocratico “de”.

"The Incantation" - 1797/1798

"The Witches' Sabbath"" - 1789

"The Inquisition Tribunal" - 1812

"The Great He-Goat" - 1820

"Witches in the Air" - 1797

"The Bewitched Man" - 1798

  • Albrecht Dürer
  • Nato a Norimberga, Germania, il 21 maggio 1471 e ivi morto il 4 giugno 1528), incisore, pittore, trattatista e matematico; viene considerato il massimo esponente della pittura tedesca rinascimentale. Apprende le tecniche dell'incisione nella bottega del padre orafo, Albrecht il Vecchio, dimostrando un talento precoce. Dal 1486 al 1489 trascorre un periodo di apprendistato nella pittura e nella xilografia presso la bottega di Michael Wohlgemuth. Successivamente per completare la sua preparazione viaggia nell'area renana, (1490-1494), soggiornando a Strasburgo e Basilea; a Basilea realizza la sua prima opera importante, San Gerolamo cura il leone, ed esegue varie illustrazioni di libri. Dopo essere tornato a Norimberga, dove sposa Agnes Frey, dall'autunno 1494 alla primavera 1495, compie un primo viaggio nell'Italia Settentrionale dove subisce l'influenza di maestri come Pollaiuolo, Mantegna e Giovanni Bellini. Le sue opere di questo periodo, xilografie, ritratti e quadri su motivi religiosi, risentono però ancora delle influenze tardogotiche. Con un secondo soggiorno a Venezia (1505-1506) Dürer entra in più consapevole contatto con la grande pittura rinascimentale e ne viene più profondamente influenzato. Al ritorno in Germania sviluppa una completa padronanza del bulino realizzando una serie di capolavori sia sul piano della tecnica che di quello della concentrazione fantastica. Questo periodo culmina con tre opere allegoriche, Il cavaliere, la morte e il diavolo, San Girolamo nello studio e Melancholia (1514); in questa incisione compare un celebre quadrato magico. Nel 1512 diviene pittore della corte di Massimiliano I e nel 1520 si reca nei Paesi Bassi per essere confermato pittore di corte dal successore Carlo V. Qui subisce l'influenza di Luca da Leida ed entra in contatto con pittori fiamminghi che probabilmente lo portano ad avvicinarsi alla attività di ritrattista, verso la quale lo stimolano le richieste della borghesia cittadina, allora nel suo periodo di massima prosperità. Dal 1521 al 1526 realizza i suoi capolavori della maturità, ritratti e quadri di soggetto religioso. Tre i primi i massimi risultati sono Bernhard von Rasten, Hieronymus Holzschuler, Jakob Muffel e Johann Kleberger. Tra i secondi i Quattro Apostoli, testimonianza della spiritualità maturata con la riforma luterana e apice della sua ricerca pittorica tesa alla ricerca della bellezza espressiva e della precisione della rappresentazione della persona umana e della rappresentazione prospettica dello spazio. Alle sue finalità artistiche dedica anche importanti studi teorici che si collegano alle ricerche dei pittori-matematici del Rinascimento italiano: del 1525 è un trattato di geometria e prospettiva e nel 1528 sono pubblicati 4 libri sulle proporzioni del corpo umano.
  • "Drei Hexes " - 1497
  • " Hexes " - 1498

  • Dosso Dossi
  • Giovanni Luteri detto comunemente Dosso Dossi, pittore italiano. Nacque probabilmente a Venezia nel 1486 dove iniziò la sua formazione con la forte influenza di Tiziano e Sebastiano del Piombo. Fondamentali per la sua poetica saranno inoltre i pittori come Albrecht Dürer e Albrecht Altdorfer. Il pittore lavorò quasi tutta la vita a Ferrara e divenne un importante esponenente della tradizione pittorica ferrarese. Citato anche dall'Ariosto nell'Orlando Furioso il pittore fu uno dei più importanti artisti del suo tempo. Con Gerolamo Genga, Francesco Menzocchi, Bronzino, Raffaellino del Colle e Battista Dossi lavorò alla decorazione della villa Imperiale di Pesaro per Francesco Maria I Della Rovere. Assieme al fratello Battista Dossi affrescò alcune sale del Castello del Buonconsiglio di Trento. Superbi sono i suoi dipinti di paesaggi romantici nei quali compaiono città fantastiche e personaggi misteriosi.

"Circe and her Lovers in a Landscape" - 1514

"Circe (or Melissa)" - c. 1520

"Diana and Calisto" - 1528

"Witchcraft" - 1535

  • Il Domenichino
  • Domenico Zampieri, detto il Domenichino nacque aBologna nel 1581 e morì a Napoli nel 1641. Dopo un breve apprendistato presso il pittore tardo manierista Denijs Calvaert, intorno al 1595 entrò all'Accademia degli Incamminati, successivamente prese parte alla decorazione dell'oratorio di San Colombano con una Deposizione. Nel 1601 è a Roma, dove collaborò con Annibale Carracci. Tra il 1604 e il 1605 realizza la Fanciulla con il liocorno e il Perseo libera Andromeda in Palazzo Farnese. Tra il 1608 e il 1610 realizza gli affreschi della Cappella di San Nilo nell'abbazia di Grottaferrata e quelli della Cappella Polet nella chiesa di San Luigi dei Francesi a Roma. Del 1608 è l'affresco con la Flagellazione di Sant'Andrea nell'oratorio di Sant'Andrea in San Gregorio al Celio. Nel 1609 insieme a Francesco Albani partecipò alla decorazione del castello Odescalchi a Bassano di Sutri.

"The Repose of Venus" - 1620

"The Maiden and the Unicorn" - c. 1520

"A Profetisa (Sybil Cumaean)" - 1616

"Diana and her Nymphs " - 1616

  • John William Waterhouse
  • Pittore nato a Roma, dove i suoi genitori, entrambi i pittori, sono vissuti per alcuni anni. Spostatosi inInghilterra Waterhouse ha studiato dapprima presso lo studio del padre, poi alle Scuole di Accademia Reale dal 1870. I suoi primi dipinti classici erano molto influenzati da Laurens Alma Tadema, e ha prodotto anche delle immagini più leggere di vita italiana. Successivamente ha iniziato a descrivere soggetti poetici, soprattutto ispirandosi dapprima a Tennyson, e in seguito, ad Homer. Dal 1891 Waterhouse scopre uno stile proprio che caratterizza la maggior parte delle sue immagini importanti. Tra il 1885 e il 1895 la sua reputazione accresce, e la sua arte è stata paragonata a Burne-Jones e a Leighton. Pur essendo un pittore classico, Waterhouse è stato spesso classificato come un Pre-raffaeliano, a causa della sua dedizione alle belle ragazze ed al realismo. Si può notare questa tendenza ne "La Signora di Shalott" (1888), edin alcuni suoi altri dipinti importanti come "Consultando l'Oracolo" (1884), "Sant'Eulalia" (1885), "Ulisse e le Sirene" (1891), "La Bella Dama senza Pietà" (1893), "Hylas e le Ninfe" (1896), "Una Sirena" (1901) e "Eco ed il Narciso" (1903).

"Hylas and the Nymphs" - 1896

"The Magic Circle" - 1886

"Nymphs finding the Head of Orpheus " - 1900

"A Naiad " - 1901

  • Tiziano Vecellio
  • Nasce a Piève di Cadore circa nel 1421 nel borgo alpino che fa parte della repubblica Veneziana. In giovane età si reca a Venezia dove è allièvo prima di Gentile e poi di Giovanni Bellini. Nel 1508 collabora con Giorgione nella decorazione del fondaco dei Tedeschi ed esiste un grazioso aneddoto su questo fatto. Alcune persone, credendole pitture di Giorgione, si congratularono con lui per la migliorata qualità della pittura... Nel 1513 è invitato a Roma da papa Leone X, sarèbbe l'occasione di lavorare fianco a fianco con Michelangelo e Raffaello ma preferisce rimanere a Venezia e lavorare per le istituzioni e le confraternite della città lagunare. Dopo la morte di Giovanni Bellini, avvenuta nel 1516, è nominato pottore ufficiale della Serenissima; la sua prima commissione pubblica è l'Assunta per Santa Maria Gloriosa dei Frari. Tramite Alfonso d'Este, duca di Ferrara, èntra in contatto con i signori di Mantova ed Urbino le cui corti èrano orgogliose della loro raffinata cultura umanistica. Nel 1529 incontra Carlo V a Bologna e quattro anni dopo è nominato pottore di corte, conte palatino e cavalière dello Sperone d'Oro dallo stesso imperatore. Si decide a viaggiare, nel 1545 è a Roma presso Paolo III; nel 1548 è presso la corte imperiale di Augusta dove torna anche nel 1550. È ormai il pittore più noto in Italia e in Europa

"Venere e Adone" - 1541

"Danae recibiendo la lluvia de oro" - 1540

"Bacanal " - 1543

"Flora " - 1537

  • Caravaggio
  • Nacque da Fermo Merisi (architetto di Francesco Sforza) e da Lucia Aratori. Le notizie della sua infanzia sono molto scarse; non si sa neppure con certezza se nacque a Caravaggio, città dalla quale avrebbe preso poi il nome d'arte, oppure a Milano. Sicuramente ebbe una buona educazione ed a cinque anni risulta vivesse appunto a Caravaggio, probabilmente per sfuggire alla peste, anche se il padre - nel 1577 - muore di questa malattia. A tredici anni, 1584, entra nella bottega di Simone Peterzano (pittore di un certo successo all'epoca) che lavora a Milano. Nel 1590 muore anche la madre ed allora il giovane Merisi decide di trasferirsi a Roma (attorno al 1592). I primi tempi sono duri e mortificanti. Lo storico dell'epoca Bellori lo descrive già ammalato di malaria (fatto che condizionerà il suo sistema nervoso per tutta la vita). Frequenta prima la bottega di Lorenzo Siciliano (mediocre pittore dell'epoca), poi per alcuni mesi Giuseppe Cesari detto il Cavalier d'Arpino da cui, come dice il Bellori: fu applicato a dipinger fiori e frutti sì bene contraffatti, che da lui vennero a frequentarsi a quella maggior vaghezza che oggi tanto diletta. Quei fiori e frutti in realtà rappresentano l'inizio di quel genere pittorico che verrà definito "Natura morta". Successivamente incontra il cardinal Francesco Del Monte (1595) che apprezza la sua pittura e acquista alcuni suoi quadri; entra al suo servizio e vi rimane per circa tre anni. Riceve la prima commissione per due grandi tele per la cappella Contarelli di Roma (1599). Da qui Caravaggio cominciò a farsi conoscere ed a ricevere altre commissioni; anche se alcune sue opere vennero rifiutate perché ritenute indecorose. Col crescere della sua fama artistica, il pittore divenne famoso anche per il suo carattere ribelle e rissoso ed ebbe anche problemi con la legge tanto che nel 1606 uccise un uomo e dovette scappare da Roma per trascorrere gli ultimi anni come un fuggiasco, prima a Napoli, poi a Malta e poi in Sicilia. Il 14 luglio 1608 Caravaggio fu investito della carica di Cavaliere di Malta, ma anche qui ebbe dei problemi; infatti fu arrestato perché litigò con un altro cavaliere; ma riuscì ad evadere ed a rifugiarsi in Sicilia. I maltesi continuarono a cercarlo infatti egli dovette scappare di città in città fino a tornare a Napoli. Qui nel 1609 subì un aggressione, forse da parte dei cavalieri di Malta, e venne gravemente ferito al volto. Nel 1610 si imbarcò per andare in Toscana dove avrebbe atteso la grazia ma qui fu scambiato per un altro latitante ed imprigionato; quando fu rilasciato (disperato per aver perso tutti i suoi effetti personali, soprattutto le sue "terre" con le quali componeva i suoi meravigliosi colori) si precipitò sulla spiaggia tentando invano di raggiungere la nave, ma quell'enorme fatica sotto il sole cocente gli provocò una febbre altissima che in breve tempo, a Porto Ercole, lo uccise all'età di 38 anni: era il 18 luglio 1610. Tredici giorni dopo, il 31 luglio la grazia papale veniva emanata, ma ormai non serviva più.

"Bacco" - 1595

"Narciso" - 1591

"Medusa " - 1591

"Judith and Holofernes" - 1594

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