a cura di Sheanan

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Annexona de Butiaco - Aosta - 1449
Arsa sul rogo per stregoneria

 

  • Esiste un'altra città, tra le vie e al di sotto della "Madama" d'Europa, la Torino che vanta secoli di tradizione esoterica, punto vertice dei due triangoli magici: la Torino occulta vissuta da Nostradamus e Cagliostro.
  • Esistono cunicoli, passaggi, rifugi nello snodo nero dei quali per parecchio tempo la Torino sotterranea ha dato accoglienza e protezione agli abitanti del "piano di sopra", anche da prima del 1706, anno dell'assedio alla cittadella di Pietro Micca.
  • Sia alla luce del giorno che nell'oscurità dei suoi cunicoli, Torino svela il suo volto oscuro tramite simbologie magiche spesso ignorate, tra gli affreschi dei palazzi barocchi, tra le effigi delle sue statue, tra gli obelischi eretti da architetti ignoti.
  • Torino sorge ancor prima dell'insediamento romano, l'Augusta Taurinorum, attorno al 212 a.C., alla confluenza di tre fiumi: il Po, la Dora Riparia e la Stura di Lanzo, incontro non poco considerevole di masse d'acqua energetiche ed oggi sviluppa il suo enorme territorio dal basso canavese a Nord, ai confini dell'astigiano a Sud, dalla linea di confine con la Francia ad Ovest, al biellese ad Est

Torino - Piazza Statuto - Fontana del Frejus

  • Ma Torino rimane esotericamente purtroppo per molti solamente il punto vertice del satanismo europeo e del culto massonico, inscritta come già accennato in quel triangolo maledetto di energia nera insieme a Praga e Lione ed ospita tradizionalmente - a parer mio, che a Torino ci vivo dal 1967, in modo davvero poco significativo - il punto più nefasto proprio nel centro della città: piazza Statuto, la porta dell'inferno.
  • La Fontana del Frejus (che potete osservare nel riquadro a sinistra), opera del conte Marcello Panissera, presidente dell'Accademia Albertina, fu da lui stesso ideata per celebrare l'inaugurazione dell’omonimo traforo (1871) che collega Bardonecchia con Modane (Francia) ed è additata dagli occultisti come uno dei monumenti più importanti della Torino esoterica.
  • Secondo la tradizione magica torinese, oltre a nascondere la porta d'accesso agli inferi, essa mostra un personaggio alquanto particolare. Si tratta dell’angelo che sovrasta il monumento e che sul capo porta una stella. Ad osservare attentamente ogni suo tratto, egli è talmente avvincente da proporre una natura malevola.
  • In alcuni testi si legge che l’essere alato in questione sarebbe la rappresentazione di Lucifero, l’angelo più bello secondo la tradizione biblica cristiana.
  • Quadrato Magico. E' questo il nome con cui è conosciuto ed è un palindromo formato da cinque parole di cinque lettere ciascuna che possono essere lette indifferentemente nelle quattro direzioni dei lati del quadrato stesso.
  • Ne possiamo osservare un esempio nel riquadro a destra, affrescato in una delle vie più antiche del centro storico di Torino: via Gioberti.
  • Questa formula dall'aspetto incomprensibile (Rotas Opera Tenet Arepo Sator) era largamente diffusa nelle città dell'Impero Romano, probabilmente propagandata anche per mezzo dei legionari di guarnigione. Per esempi più recenti come quello fotografato occorre fare riferimento al Medioevo e in particolar modo alle costruzioni sacre che sono attribuite all'Ordine dei Monaci Templari e a quelle in qualche modo con loro collegabili. A questa figura corrisponde l'anello per antonomasia, l'Anello Sigillo di Salomone che ricevette da suo padre Davide e dal quale deriva il nome del simbolo che si ottiene con l'unione di due triangoli: la Stella di Davide o Esagramma.

Torino - Via Gioberti 26 - Quadrato magico

  • Torino - Fontana Angelica - Piazza Solferino
La Fontana Angelica di piazza Solferino fu costruita secondo regole massoniche e storicamente era stata richiesta al Comune dal grand’Ufficiale Pietro Bajnotti a ricordo dei propri genitori, e avrebbe dovuto essere collocata di fronte al Duomo. In chiave esoterica la scelta di spostarla dove si trova oggi fu sbagliata, perché la fontana ha perso l’orientamento verso est. Così come ci appare è composta da quattro gruppi di statue appoggiati a basi di granito: ai lati ci sono due gruppi femminili, la Primavera e l’Estate; al centro in posizione più alta si trovano due figure maschili che versano acqua da un otre, l’Autunno e l’Inverno. La Primavera è seduta su un mantello di fiori e con una mano accarezza un bimbo che lancia nell’aria uno stormo di rondini; alle loro spalle c’è un altro bambino che solleva il mantello dove è seduta la donna. L’Estate è sul lato destro appoggiata a fasci di spighe e vicino ha un bimbo che sorregge una ghirlanda piena di mele, pere ed uva.
  • L’Autunno, giovane, è appoggiato alla chiglia di una nave e nasconde in una mano una rosa un po’ appassita; la figura è avvolta da una ghirlanda di melograni e sull’altro lato vi è un bambino che gioca con ananas, banane e pannocchie. L’Inverno è una figura barbuta e corrucciata, appoggiata ad un ceppo di quercia dai rami spogli e nodosi; la sua mano afferra l’otre a forma di ariete, poggiato ad un’aquila con una sola ala aperta. Sul lato posteriore si trova un bimbo sorridente con i capelli disposti a raggiera; un altro bimbo gli offre un grosso pesce, mentre un terzo gioca con una ghirlanda di pigne. Ma veniamo al significato nascosto dell’opera. L’Inverno guarda verso oriente e, insieme con l’Autunno, rappresenta i giganti Boaz e Jaquim, i due sostenitori delle colonne d’Ercole, i guardiani della soglia che immette sull’infinito.
  • Da piazza Castello ci si incammina lungo via Po fino a piazza Vittorio. Oltrepassato il ponte Vittorio Emanuele I sul fiume Po si giunge alla chiesa della Gran Madre di Dio, sotto la quale la tradizione esoterica vuole ci sia sepolto il Sacro Graal. I due gruppi di statue di fronte all’entrata nascondono un significato riservato a pochi, che tante volte e in tanti modi si è cercato di interpretare e che alcuni collegano alle profezie di Nostradamus. La Gran Madre rappresenta la vita, non è soltanto la Madonna cristiana ma una madre totale, una suprema genitrice. Le statue hanno fattezze ellenistiche, l’origine è massonica, una regge una coppa che simboleggia il Sacro Graal di cui Torino, si sa, potrebbe essere un nascondiglio. Lo sguardo delle sculture pare perdersi nel vuoto e invece no, indica una strada, il percorso: secondo uno studio del Politecnico (quindi scienza, adesso), andrebbe a posarsi esattamente sul Palazzo di Città, una destinazione che coinciderebbe con la credenza esoterica che il Graal si trovi proprio lì. Infatti, sulla sua facciata troveremo altri calici.

Torino - Gran Madre di Dio - Ponte sul Po

Torino - Portone del diavolo - via XX settembre

  • Il patrimonio artistico di un palazzo di via XX Settembre, a Torino, si apprezza dall'ingresso del palazzo, con l'imponente portale ligneo seicentesco, "Portone del Diavolo" commissionato da Giovanni Battista Trucchi di Levaldigi ad una manifattura parigina. La comparsa del portone intagliato, una mattina del 1675, alimentò la credenza popolare che quell'opera fosse stata realizzata in una notte, con l'ausilio del diavolo; in effetti, il portone giungeva da Parigi, dopo essere stato ideato da un artista italiano, Pietro Danesi, e fu installato in una sola notte, facendo la sua comparsa a serrare l'atrio e dunque le ricchezze del palazzo, con grande sorpresa della gente del tempo.
  • Si resta in tema di stagioni con la Fontana dei Dodici Mesi, opera realizzata su progetto di Carlo Ceppi per l'Esposizione Nazionale del 1898, inaugurata per festeggiare il cinquantenario dello Statuto Albertino. E’ composta di un'ampia vasca ovale, in cui precipita una spumeggiante cascata, circondata da una balaustra ornata di statue - eseguite da vari artisti (tra i quali Luigi Contratti, Edoardo Rubino e Cesare Biscarra) - che rappresentano i dodici mesi dell’anno e le quattro stagioni. Sintesi fra i primi spunti floreali e nostalgie rococò, lo stile ricorda il liberty e la strana disposizione della vasca è dovuta alla pendenza del terreno. La leggenda vuole che sia stata costruita nel luogo in cui il principe egizio Eridano cadde nel Po.

Torino - Fontana dei 12 mesi - Parco del Valentino

  • Questa fontana pare fosse molto apprezzata da Edmondo De Amicis, soprattutto per la suggestiva collocazione nel Parco del Valentino. Nello stesso parco si trovano altre belle fontane, tra cui la Fontana luminosa e la Fontana Butterfly.
  • Fonti tratte da: "A-Torino.com"

 

 

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